Ballano

        Ballano, in questa ultima estate spensierata italiana; ballano sulla spiaggia negil stabilimenti balneari di pensioni a tre stelle, con animatori sfiancati, falsa allegria, al suono degli stessi ritmi, con gli stessi passi, ogni mattina, uguali, da quasi due mesi;
ballano nell’improvvisato centro sociale, nel parco del comune, frotte di anziani, tutte le sere, a spese delle ultime rimanenti briciole del sociale, questa sera: tango, due ore di lezioni e poi, via ... tutti a volteggiare.

        Sono inconsapevoli, non sanno, nella loro stolida ingoranza quello che li aspetta tutti il prossimo autunno.

        Ballano, almeno nella loro mente, quei disabili che, d’estate, quando è più facile trovare qualcuno che spinga la carrozzina, sono in spiaggia o al parco. Anche loro, prime vittime sacrificali inconsapevoli.

        Ma ballano e brindano anche in altri posti, in Sardegna, per esempio, in quelle ville che hanno nomi propri, come le persone, nei panfili kilometrici che scorazzano tra un porto e l’altro, in Italia e nel mediterraneo, nei locali riservati, dove un solo drink costa quanto una mensilità di pensione di invalidità. In questi posti però sono consapevolissimi ... sanno che loro non pagheranno niente della crisi.

        Ballano e brindano a San Giuliano, a Pomigliano, a Palermo, Trapani, Cosenza, Reggio Calabria, non tutti, per la verità in questi posti, ma solo i clan, perchè sanno che, oltre a non pagare niente, avranno presto nuova e fresca mano d’opera, molti soldi da “prestare a chi non potrà pagare i mutui senza la tredicesima ... e via con gli affari.

        Non ballano ma cantano in Spagna i papa boys, sanno che i finanziamenti a cl non saranno toccati, cantano nelle sagrestie dove sanno che l’ICI non la pagheranno; cantano negli istituti confessionali perchè i loro finanziamenti sono direttamente dall’alto e che nessuno osi toccarli.

        Balla e canta l’alta finanza, quella che fa soldi, e tanti, speculando e non col sudore della fronte perchè sanno che le tasse sulle transizioni finanziarie saranno sempre e in eterno risibili; oltretutto sono loro ad aver messo il coltello alla gola dell’italia e del mondo con le loro speculazioni, perciò, “se non lo hai capito, al primo movimento ... ti scanno”.

        Ballano i politici, perchè, in fondo, sono loro a decidere chi deve pagare e allora ... .

        E allora ballano tutti in questa Italia di sole, vittime e carnefici, chi paga e chi ruba, chi produce e chi succhia il loro sangue, consapevoli e non, in una ubriacatura anestetizzante e vai! Con il prossimo samba o merenghe, chi con la prezzolata di turno al fianco, chi con la tardona in smagliante dentiera.

        E allora ... continuate a ballare e a cantare, nessuno vi toglierà da questo sogno ma ... attenti al risveglio!

        Sarà duro per coloro che saranno chiamati a pagare, per coloro che saranno derubati dei pochi spiccioli che garantiscono la loro soprvvivenza, perchè, il risveglio, potrebbe essere ancora più duro per i parassiti consapevoli della società, essi, potrebbero accorgersi all’improvviso che il popolo bue che gestiscono con la televisione, se rimane senza neanche il foraggio, chiuso in un angolo con le spalle al muro e soprattutto con niente più da perdere, potrebbe trasformarsi in un toro infuriato che incornerà soprattutto le loro chiappe.

        Intanto ballate ... ballate tutti.

Camillo Gelsumini

  art-a0003o  20/08/2011

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