“NOZZE SENZA FICHI”

È un vecchio detto che intende la volontà di fare le cose senza risorse, per intenderci “i SOLDI”. Questo è quello che vogliono i nostri governanti.
Sono reduce dall’incontro del Gruppo di Piano dell’Ente d’Ambito Maiella Morrone n. 35 in Abruzzo.
Mi rendo conto che per i non familiarizzati col linguaggio e la materia risulta difficile capire di cosa parlo. Cercherò di spiegarmi al meglio. Gli Enti d’Ambito sono quelli che si occupano del sociale in Italia, cioè quegli enti da cui dipendono l’assistenza ai disabili, ai minori, alle famiglie in difficoltà, ai tossicodipendenti, ai disagiati ecc.
Lo strumento di programmazione della spesa è il Piano di Zona e ogni 3 anni bisogna rifarlo.
Quest’anno a seguito del nuovo Piano Sociale Regionale, tutti gli enti abruzzesi stanno procedendo alla stesura dei loro PDZ.
Bene, gli stanziamenti per gli enti sono stati ridotti. Non è una novità, tagliano dappertutto. Però, quando si va a vedere concretamente il dato, si resta impressionati.
Nell’Ente succitato i dati sono questi: i fondi per il primo semestre 2011 sono € 767.110,44, nel secondo semestre 545.446,83 con una riduzione di € 251.663,94.
Il bello arriverà nel 2012 quando la riduzione annua sarà pari a € 503.327,22 corrispondente al 32,80 dell’intero budget. Il fatto è che l’intera riduzione riguarda esclusivamente lo stanziamento regionale, non la quota spettante ai comuni, questo significa che se si analizza lo stanziamento regionale la riduzione supera il 50%.
Ora accade che il Piano Sociale Regionale, obbliga gli Enti a mantenere i LIVEAS, cioè quei servizi indispensabili, non solo, obbligherebbe anche a stanziare fondi per la prima infanzia (leggi asili nido) e per il “Dopo di Noi” (leggi comunità tipo case famiglia per disabili psichici rimasti senza supporto famigliare).
Allora ci si chiede : come fare? Dove trovare le risorse? Come faranno quei disabili in un letto senza più assistenza? come faranno quelle persone poverissime senza nessun sostentamento? Come faranno quei minori in difficoltà, magari abusati (formalmente per loro si impone di non diminuire la spesa)? E come faranno tutti gli altri?
Come al solito chi vuole Dio se lo prega!
Cari politici, però, questa volta, dateci una mano almeno in questo, intensificando le vostre frequentazioni di sagrestie e odori di incenso, magari con il vostro aiuto il miracolo accadrà e tanta gente di buona volontà che lavora nel sociale smetterà di pretendere uno stipendio (quale pretesa!) e inizierà a lavorare gratis, così alle schiave attuali, cioè le donne , madri, mogli, sorelle che si occupano già del famiglilare disabile, si sommeranno altri schiavi e finalmente avremo risolto il problema del sociale e magari anche quello sanitario e della Presa in Carico se gli insegnamo anche a prendere la pressione, fare qualche iniezione, medicare piaghe da decubito, scatarrare i tracheostomizzati ... ; ho paura quasi a scriverlo, potrei dare l’idea a qualcuno che ovviamente mira a questo.
Quello di cui non ci si vuole rendere conto è che il miracolo sta già accedendo se non si vedono ancora in giro i forconi.
Continuiamo così, ... continuiamo così ... almeno finchè dura.

Dr. Camillo Gelsumini

  art-a0002z  11/05/2011

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