Schiave di branda: racconto/articolo denuncia.
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Il gorgoglìo proveniente dalla trachea di Fausto avverte Francesca che è, di nuovo, ora di spurgare il catarro.
Francesca libera la mente dallo stato di dormiveglia, gira la testa e fissa la sveglia: le 3:20: fuori un vento gelido scuote gli infissi. Pensa: "tre quarti d'ora dall'ultima volta,
forse il raffreddore di Fausto sta migliorando" ; si alza a fatica dal letto, gli anni iniziano a farsi sentire, non si copre neanche con una vestaglia, la casa è surriscaldata per
via di Fausto. Va in bagno e si lava le mani, indossa i guanti di lattice, prende la cannula e si avvicina al letto di suo figlio.
È sveglio, come sempre quando non riesce a respirare bene per via del catarro. Il suo stato vigile comunica paura, paura che qualcosa possa interrompere il flusso regolare del
respiratore o che qualcosa possa ostruire l'aria che gli viene pompata direttamente nella trachea. Francesca gli fa l'occhiolino e stacca la macchina; subito il fischio acuto
dell'allarme si inserisce. Francesca stacca il tubo, inserisce la cannula, quella flessibile per non lacerare i tessuti, aziona la pompa e inizia ad aspirare il catarro con gesti
sicuri e precisi che rivelano una lunga pratica.
Sa di avere a disposizione solo una manciata di secondi prima che Fausto perda conoscenza per mancanza di ossigeno, sa anche che, se dovesse succedergli qualcosa, lei, teoricamente,
potrebbe anche essere penalmente imputabile perchè per quella operazione ci vorrebbe del personale specializzato. A domicilio? Ogni mezz'ora? E chi te lo dà? Non se ne cura affatto;
dopo 33 anni di quel calvario, anche la galera sarebbe una soluzione. Ma non lo è! Francesca ama suo figlio, come qualunque mamma; a lui ha dedicato tutta la sua vita, alla sua
sopravvivenza ed è fiera di cosa, insieme sono riusciti a fare.
Francesca pensa che tra 4 ore inizierà la routine quotidiana: pulizie per Fausto, almeno 2 ore tra pappagallo, pannolone, bidet e spugnature; bisogna fare attenzione, perchè
ormai lui è come i prigionieri dei campi di concentramento, solo pelle e ossa; pelle e ossa immobili. Non si deve sentire il minimo cattivo odore, che diamine, non siamo mica
in un istituto? poi la colazione, almeno un'ora tra prepararla e imboccare Fausto che, come al solito la seguirà, immobile e muto , con i suoi occhioni sbarrati. Poi finalmente
lo collegherà al computer e sentirà la familiare voce metallica "ciao mamma. Oggi a pranzo vorrei le lasagne ah ah ah..." lei lo guarderà e sorriderà, sapendo che anche lui sta
ridendo anche se non ha più muscoli sul viso per sollevare le guance, sa che, anche se non può sentire i sapori attraverso il sondino nello stomaco in cui viene versato il cibo,
preparerà per lui le lasagne. Oggi è sollevata perchè nel pomeriggio finalmente potrà andare a farsi visitare dal ginecologo, dopo 6 mesi, finalmente è riuscita ad organizzare la
sua uscita di casa; due ore, dalle 15:00 alle 17:00; la menopausa non può aspettare oltre. Verrà un volontario, e con il papà per il catarro baderanno a Fausto. Giocheranno ai
videogame, viaggeranno in internet, Fausto continuerà la sua battagia politica attraverso il web e poi stasera si ricomincerà: cena, preparativi per il sonno ... già, quale
sonno... ; per un attimo Francesca sente la malinconia farsi strada sottilmente nella sua mente, un senso di soffocamento, ... poi urla dentro di sè "NO", pensa alle altre
centinaia di migliaia di donne nella sua condizione, schiave di una brandina, schiave dell'amore per un famigliare, si ripete all'infinito "no... no... no..." costringe il suo
volto al sorriso, pensa "devo farlo per lui, devo andare avanti per loro tutti" si volta sorridente verso Fausto, si china verso di lui e gli lascia un tenero bacio sulla guancia.
Dr. Camillo Gelsumini
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art-a0001y 09/03/2011
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